Che fine fa il Durc fiscale?

Anche il Durc fiscale rientra nella sospensione del nuovo DL Cura Italia.

Anche il Durc fiscale rientra nella sospensione prevista dal DL Cura Italia fino al 31 maggio, di cui possono beneficiare alcune categorie di contribuenti a causa dell’emergenza coronavirus.

Se le ritenute appalti possono essere messe in stand by, vanno in pausa anche i nuovi obblighi per committenti, appaltatori e subappaltatori previsti dal Decreto Fiscale 2020.

A chiarire quali sono i soggetti che possono beneficiare dello stop e quali sono le condizioni da rispettare è la circolare numero 8 del 3 aprile 2020 dell’Agenzia delle Entrate.

Dall’emissione della fattura elettronica ai bonus introdotti dal DL Cura Italia, il documento fa luce sul testo del Decreto numero 18 del 17 marzo 2020 e fornisce le istruzioni da seguire sul piano pratico, anche per quanto riguarda i nuovi obblighi in vigore dal 1° gennaio 2020 sul fronte delle misure di contrasto all’omesso versamento delle ritenute sugli appalti.

Durc fiscale: con le ritenute appalti in stand by, rientra nella sospensione

A inizio anno per committenti, appaltatori e subappaltatori hanno debuttato i nuovi adempimenti previsti dal DL numero 124 del 2019.

Con il durc fiscale, l’impresa dimostra al committente di avere i requisiti di regolarità previsti dalla nuova normativa.

I soggetti che affidano il compimento di una o più opere o di uno o più servizi di importo complessivo annuo superiore a 200.000 euro a un’impresa, tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali sono tenuti a richiedere all’impresa appaltatrice o affidataria e alle imprese subappaltatrici, obbligate a rilasciarle, copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute, trattenute ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio.

Il Decreto Cura Italia, negli articoli 61 e 62, prevede anche la sospensione dei
versamenti delle ritenute alla fonte
 previste dagli articoli 23 e 24 del decreto del
Presidente della Repubblica numero 600 del 29 settembre 1973
, per alcune categorie di soggetti.

Ma lo stop coinvolge anche il durc fiscale?

Con la circolare numero 8 del 2020, l’Agenzia delle Entrate fornisce una risposta affermativa e alcune precisazioni, anche sul pagamento dei corrispettivi da parte del committente.

“Per coloro che beneficiano dello stop dei versamenti, risultano sospesi gli obblighi di versamento e conseguentemente sono sospesi i controlli previsti a carico del committente in materia di ritenute e compensazioni in appalti e subappalti dall’articolo 17-bis del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, introdotto dall’articolo 4 del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124. Ciò in quanto i predetti controlli da parte del committente sono strettamente connessi ai versamenti delle ritenute da parte dell’appaltatore”.

Al momento della ripresa, la scadenza da rispettare per le versare le ritenute sugli appalti è il 30 giugno 2020.

Durc fiscale e ritenute sugli appalti: la sospensione non riguarda i pagamenti da parte dei committenti

Innanzi tutto il documento chiarisce quali sono i contribuenti che possono beneficiare della sospensione dei versamenti fino al 31 maggio e quindi mettere in pausa anche le ritenute sugli appalti e il durc fiscale:

  • i soggetti elencati all’articolo 61, commi 2 e 3 del Decreto Cura Italiae all’articolo 8, comma 1, del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9;
  • i soggetti che esercitano attività d’impresa, arte o professione con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello dell’entrata in vigore del decreto-legge, come previsto dall’articolo 62, comma 2 del Decreto;
  • i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nei comuni individuati nell’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020.

Ma non solo, la circolare numero 8 del 2020 pone anche l’accento su una condizione che il committente stesso deve rispettare in questo periodo di emergenza coronavirus:

“Nel caso in cui, alla data stabilita dal comma 2 dell’articolo 17-bis, sia maturato il diritto a ricevere i corrispettivi dall’impresa appaltatrice o affidataria o subappaltatrice, il committente non ne deve sospendere il pagamento”.

I controlli a carico del committente e, quindi, l’obbligo di sospendere i pagamenti dei corrispettivi, previsti dal Decreto Fiscale, in caso di inadempimento o non corretto adempimento dell’impresa appaltatrice o affidataria o subappaltatrice continuano riprendono dal momento del versamento o dall’omesso versamento delle ritenute alle scadenze previste dagli articoli 61 e 62 del Decreto.


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